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I rischi dell’esposizione al sole
L’arrivo dell’estate e l’allungarsi delle giornata induce a trascorrere maggior tempo all’aria aperta favorendo le esposizioni solari, le quali possono portare a fastidiose scottature ed arrossamenti della nostra pelle, che dopol’inverno è impreparata a ricevere i raggi ultravioletti. Eccessive esposizioni ai raggi solari possono provocare eritemi ed ustioni di I e II grado che se si ripetono nel tempo possono causare lesioni cutanee precancerose come, cheratosi attiniche o anche lesioni cutanee tumorali, come il carcinoma basocellulare, il carcinoma spinocellulare e il melanoma.
E’ estremamente importante prendere alcune precauzione al fine di proteggere la nostra pelle dai raggi ultravioletti fin da bambini, utilizzandofiltri solari ad alta protezione, idonei al proprio tipo di carnagione, evitando di esporsi al sole nelle ore più calde. Il sole oltre che abbronzare, se preso con moderazione, contribuisce ad apportare alcuni benefici come aumentare le difese immunitarie, rinforzare le ossa stimolando l’organismo a produrre la vitamina D, utile a fissare il calcio.
La pericolosità dei raggi ultravioletti cresce in base alle caratteristiche ed alla sensibilità della pelle che gli specialisti suddividono in sei fototipi o categorie, per individuarne la resistenza all’esposizione.
I fototipi più sensibili, e cioè gli individui dalla carnagione chiara, hanno necessità di una maggiore protezione, dai raggi UVB che provocano scottature e dai raggi UVA, colpevoli del precoce invecchiamento della pelle, oltre che dell’abbassamento delle difese immunitarie che aumentano il rischio melanoma.
Le parti del corpo più sensibili sono quelle più esposte, il viso, le mani, il collo, le orecchie e anche gli occhi, che possono scottarsi come la pelle, con conseguente comparsa di cataratta.
La disidratazione dell’anziano
La disidratazione si verifica quando assumiamo una quota di acqua, tramite liquidi e cibi, inferiore a quella richiesta dal nostro organismo. Ciò può accadere per diversi motivi quali, una carente introduzione di alimenti e bevande o per una perdita di liquidi aumentata (per esempio in caso di diarrea o vomito o quando si suda perché fa molto caldo). L’anziano ha un alto rischio di disidratazione dovuto a numerosi fattori dovuto all’avanzare dell’età, come:
- Ridotta sensazione di sete
- Insufficiente risposta ormonale alla disidratazione (liberazione di ormone antidiuretico)
- Aumento perdita di liquidi per patologie (diabete, ipercalcemi/ipocalcemia)
- Mancanza di autonomia nell’alimentarsi
Bisogna tenere ben presente che soggetti affetti da Alzheimer o allettati presentano un rischio di disidratazione più elevato
1. Perché è importante bere molto?
2. Quanti liquidi bisogna assumere al giorno?
3. Perché gli anziani hanno un rischio di disidratazione più alto?
4. Come prevenire la disidratazione?
5. Cosa fare durante la stagione calda per ridurre il rischio di disidratazione?
6. Quali sono i sintomi della disidratazione?
Pratica Guida “Farmaci & Estate”. Consigli AIFA per la stagione calda
Conservare e trasportare i medicinali in modo corretto è fondamentale per garantirne l’integrità e quindi l’efficacia e la sicurezza. Questa buona prassi vale in special modo nella stagione estiva, quando le alte temperature, l’umidità, l’escursione termica possono deteriorare il principio attivo, alterarne le proprietà o favorire la crescita microbica nei contenitori in caso di esposizione prolungata a fonti di calore e irradiazione solare diretta (es. gli antibiotici, i farmaci adrenergici, l’insulina, gli analgesici, i sedativi). Alcuni farmaci inoltre, per via del loro meccanismo d’azione, possono interferire con la termoregolazione o alterare lo stato di idratazione dell’organismo, amplificando gli effetti del caldo (anticolinergici, antipsicotici, antistaminici, antidepressivi, ansiolitici, antiadrenergici e beta-bloccanti, antipertensivi e diuretici, antiepilettici ecc.).
Per queste ragioni, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) suggerisce alcuni semplici ma utili accorgimenti che possono tenere a riparo da spiacevoli inconvenienti legati alla cattiva conservazione (o trasporto) dei medicinali in presenza di temperature elevate. Quest’anno l’AIFA ha realizzato a questo scopo un pratico opuscolo “Farmaci & estate”, che potete trovare a questo link http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/Guida_F&E_Web.pdf
“È noto che i medicinali vanno in genere conservati in luogo fresco e asciutto e non a diretto contatto con fonti di calore” – afferma Il Direttore Generale, Pani – “In estate, però, occorre maggiore attenzione e qualche accortezza in più per non rischiare di ritrovarsi ad assumere farmaci inefficaci o peggio dannosi per la salute. L’AIFA suggerisce alcune buone pratiche e raccomanda di leggere sempre con attenzione il foglio illustrativo e consultare il medico o il farmacista in caso di dubbi sull’integrità di un prodotto”.
“Gli effetti del caldo sull’organismo – afferma il Presidente, Melazzini– possono essere acuiti dall’assunzione di farmaci che interferiscono con alcuni processi quali la termoregolazione, causando, specie in soggetti più a rischio, come chi soffre di problemi cardiaci, circolatori e respiratori, conseguenze a volte anche gravi. Inoltre va posta particolare attenzione ad alcuni medicinali, come quelli a base di ketoprofene, che in caso di esposizione diretta al sole possono provocare reazioni da fotosensibilizzazione. Per questo è opportuno essere ben informati su come comportarsi nella stagione calda, quando si assumono farmaci”.